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No poo method: come lavarsi i capelli senza shampoo

Mantenere una corretta igiene personale è spesso considerata una forma di rispetto e di cura verso se stessi e verso gli altri, che non sono costretti a tappasi il naso per evitare gli odori sgradevoli di una persona che ha un rapporto conflittuale con l’acqua e il sapone. Anche i capelli per essere luminosi e belli hanno bisogno dei giusti lavaggi così da non diventare unti o al contrario eccessivamente stopposi. Eppure non tutti su questo punto sono d’accordo. Mai sentito parlare di no poo e low poo? Diverso, ma sempre volto ad avere in maniera “poco canonica” capelli più sani, è la filosofia del reverse shampoo… Se le tecniche usate finora per uno shampoo perfetto non ti soddisfano, Doctissimo ti spiega le differenze tra queste tre pratiche e i presunti benefici decantati da chi le pratica.

No poo: lavarsi i capelli senza shampoo
© Getty Images

Il no poo method

Prima che arrivassero in commercio i prodotti industriali per lo shampoo, i capelli venivano lavati una volta al mese. Con l’arrivo sul mercato di nuovi detergenti, la frequenza degli shampoo si è intensificata fino ad arrivare a essere per alcuni un rito quotidiano. Questi lavaggi così frequenti sono stati favoriti anche dall’arrivo negli anni ’70 di saponi specifici per lavaggi quotidiani, più delicati di quelli disponibili sul mercato fino a quel momento. Il movimento no poo (no shampoo) è nato proprio con l’intento di opporsi a questa abitudine poco salutare per i capelli.

Secondo i sostenitori del no poo method anche questi prodotti per l’uso quotidiano altererebbero il sebo contenuto nel follicolo del capello, rovinandone la bellezza e la salute. Per evitare ciò il no poo method propone di lavare i capelli con meno frequenza, possibilmente solo con l’acqua, o al massimo con prodotti naturali come bicarbonato e aceto di sidro di mele.

In questo modo i capelli non sarebbero sottoposti allo stress degli additivi chimici contenuti negli shampoo e sarebbero belli, sani e forti. Secondo i sostenitori del no poo method, infatti, i capelli diventano grassi dopo un certo tempo dall’ultimo lavaggio a causa di un circolo vizioso dovuto proprio ai prodotti usati: più si lavano i capelli e più viene alterata la giusta quantità di sebo che deve avvolgerli.

Per compensare l’aggressione dei prodotti per capelli usati e del phon, viene prodotta una maggiore quantità di sebo, che finisce col dargli l’aspetto unto e sporco. Per avere di nuovo capelli splendenti si rifarà a breve lo shampoo alimentando ulteriormente questo circolo vizioso. Col metodo no poo, lo shampoo lo si può usare una volta al mese, o anche meno, riducendo così anche l’inquinamento causato dalle boccette di plastica vuote che lo contengono.

Il low poo method

I sostenitori del low poo method sono una versione moderata di questi ultimi. Non rinunciano, infatti, all’uso dei prodotti per capelli, che comunque non deve essere quotidiano, ma li scelgono privi di ingredienti che possono danneggiarli. Per uno shampoo low poo bisogna fare molta attenzione alla composizione chimica del prodotto cosmetico.

Tra gli ingredienti da evitare, secondo i low poo, il sodium laureth sulfate (SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS), entrambi tensioattivi, ovvero sostanze schiumogene ma un po’ aggressive per la chioma. Anche i parabeni, un tipo di conservante, e i siliconi sono banditi dal bagno del sostenitore del metodo low poo. L’importante è utilizzare sostanze naturali che non danneggino il capello e assicurino così una sana bellezza.

Se all’idea di dover leggere gli ingredienti dei prodotti già affiora un lieve mal di testa, esistono dei prodotti in commercio dichiaratamente per il low poo method.

Reverse shampoo

Altra alternativa originale per avere capelli più belli e più sani è il reverse shampoo, letteralmente uno shampoo al contrario. La teoria alla base del reverse shampoo è che a ogni lavaggio restano dei residui di balsamo, o crema ristrutturante, sui capelli.

Questo appesantisce la chioma e la rende poco luminosa. La soluzione proposta è semplice: iniziare a lavare i capelli dal balsamo per poi usare lo shampoo ed essere così sicuri che ogni residuo di prodotto venga via. Il risultato promesso sono capelli leggeri e sani, perché liberi di “respirare” senza patine residue a soffocarli, ma che allo stesso tempo hanno assorbito i principi attivi delle creme nutrienti usate all’inizio del lavaggio.

I sostenitori del reverse shampoo affermano che i risultati si possono apprezzare già dopo una settimana. Di certo, a differenza del metodo no poo, provarlo non mette a rischio le relazioni sociali.

Giuditta Danzi

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03/07/2014
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