Forfora: una vera ossessione che prude e si vede!
La forfora è la conseguenza di una desquamazione anormale dell'epidermide del cuoio capelluto. Da qui si staccano minuscole scaglie di forma arrotondata che si agglomerano tra loro.
© Jupiter
Ogni tre settimane, le cellule del cuoio capelluto si rigenerano, sostituendo quelle vecchie, eliminate dagli shampoo e dalle spazzolate. Se il rinnovamento del cuoio capelluto aumenta in modo anormale, le desquamazioni della sua epidermide cadono da sole quando ci spazzoliamo i capelli. In compenso, se si incollano al cuoio capelluto impregnandosi di sebo, provocano prurito.
Possiamo distinguere due tipi di forfora, in funzione della loro struttura e della loro aderenza al cuoio capelluto:
- La forfora secca, piccola e molto bianca, che non aderisce al cuoio capelluto. È la forfora che cade "come neve sulle spalle" quando ci pettiniamo. È spesso formata da microrganismi parassiti e da minuscoli funghi, che accentuano i pruriti del cuoio capelluto.
- La forfora grassa è molto più grossa di quella secca perché si agglomera un'una con l'altra, visto che il sebo funge da collante. Aderente al cuoio capelluto, forma una sorta di fango compatto che lo soffoca, provocando alla lunga la caduta dei capelli. Più il flusso sebaceo è intenso, più l'asfissia dell'epidermide si aggrava. È un circolo vizioso.
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