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La ricostruzione delle unghie

Ricostruzione e smalti semipermanenti promettono risultati ottimi e duraturi. Ma le possibilità a disposizione sono tante, ognuna con i suoi pro e contro.

La ricostruzione delle unghie
© Getty Images

Mani impeccabili per settimane, a volte anche per un mese intero. Impossibile? Niente affatto, tutte le donne (oggi anche alcuni uomini) possono farsene vanto grazie alle moderne tecniche di ricostruzione delle unghie o agli smalti semipermanenti. Ce n’è davvero per tutte le esigenze: per chi mette le mani a dura prova per lavoro o piacere, per chi combatte contro onicofagia, unghie fragili o dalla forma antiestetica, e anche per chi vuole mostrarsi al meglio in un’occasione speciale. Tutto sta nello scegliere la tecnica giusta. E poiché l’ideale è non ricorrere al fai da te (non si tratta di semplici unghie finte!), la cosa migliore è senz’altro ponderare la propria scelta con un’estetista specializzata. Intanto però potete iniziare a farvi un’idea delle opzioni disponibili. In ogni caso, non dimenticate che, qualunque sia la vostra tecnica ideale, è comunque sempre opportuno, di tanto in tanto, fare uno stop e lasciare le unghie al naturale, limitandosi a proteggerle con una base rinforzante.

La ricostruzione con l'acrilico

Nata negli Usa negli anni ’50, è la tecnica di ricostruzione delle unghie più antica. La sostanza da applicare si ottiene imbevendo il pennello in un liquido e poi prelevando con lo stesso una piccola quantità di polvere. L’acrilico così ottenuto viene poi appoggiato sull’unghia e lavorato con lima e pennello. L’asciugatura è piuttosto rapida: bastano tre minuti perché indurisca. A quel punto si può procedere con limatura e lucidatura. Il vantaggio è che l’acrilico può essere utilizzato anche da chi ha le cosiddette “unghie grasse” ed è molto resistente. D’altra parte, proprio per questo motivo, è più complicato da togliere.

La ricostruzione con il gel

Il gel è invece un metodo introdotto più di recente e di rapido utilizzo. Si presenta, infatti, già pronto all’uso, in diversi colori, da stendere sull’unghia con l’apposito pennello. Anche in questo caso per l’asciugatura bastano pochi minuti, ma bisogna utilizzare un’apposita lampada a raggi Uv freddi (o fornetto), da riutilizzare anche dopo la limatura e lucidatura. Leggermente più morbido rispetto all’acrilico, è però anche più semplice da rimuovere.

Il metodo seta: la ricostruzione con il fiberglass (o fibra di vetro)

Oltre ai più noti acrilico e gel, esiste anche una terza possibilità per allungare e modellare l’unghia. Si tratta del fiberglass, ossia un materiale a base di fibra di seta o di lino, in realtà già utilizzato da molto tempo, oggi in via di diffusione perché dà ottimi risultati – dall’aspetto naturale – in tempi molto brevi e, in più, è adatto anche a chi desidera essere impeccabile per una sola occasione speciale (un matrimonio per esempio). Indicato per riparare le unghie naturali danneggiate o piatte e senza bombatura naturale, richiede però un minimo di letto ungueale su cui applicare la fibra, perciò non è sempre utilizzabile da chi soffre di onicofagia. È una buona alternativa anche dal punto di vista economico, perché è una tecnica che richiede l’utilizzo di pochi prodotti e non c’è nemmeno bisogno della lampada a raggi Uv per l’asciugatura. In più promette di durare anche un paio di mesi grazie all’elasticità e resistenza della fibra di seta. I contro di questa tecnica sono invece la possibilità limitata di modellamento dell’unghia rispetto ad acrilico e gel e l’impossibilità di correggere la forma data all’unghia in fiberglass una volta incollata su quella naturale.

Lo smalto semipermanente

Avete delle belle unghie e desiderate una manicure duratura senza coprirle con la ricostruzione? O comunque preferite un risultato a lunga scadenza ma molto naturale? Lo smalto semipermanente fa per voi: è semplice da applicare come un normale smalto, ma duraturo quanto la ricostruzione. Il risultato è inoltre simile a quello ottenuto con uno smalto tradizionale, con il vantaggio di non scheggiarsi con facilità e avere un aspetto più lucido e brillante. Rimovibile facilmente con un apposito solvente, richiede però il fornetto per polimerizzare in modo perfetto. Disponibile in tantissimi colori diversi, ha inoltre un prezzo decisamente inferiore ai 60-120 euro da mettere in preventivo per la ricostruzione.

Il soak off (un po' di smalto, un po' di gel)

Una buona via intermedia tra la ricostruzione e lo smalto semipermanente è il cosiddetto smalto gel o soak off. Come uno smalto, per rimuoverlo basta un semplice solvente (niente lime che possano danneggiare l’unghia dunque!), ma allo stesso tempo ha una texture simile a quella del gel, perciò, dopo averlo applicato, è necessario farlo asciugare con la lampada a raggi ultravioletti. È indicato per chi ha belle unghie naturali, magari un po’ fragili, che non necessita quindi della ricostruzione, ma desidera risultati duraturi nel tempo. Senza contare che, a differenza dello smalto tradizionale, questo non rischia di rendere l’unghia opaca e ingiallita.

Cecilia Lulli

Scritto da

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17/06/2013
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