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Acne: il ruolo dell’alimentazione

Per 30 anni i dermatologi hanno affermato che l’alimentazione non influisce sull’acne, ma oggi sono meno categorici: recenti studi dimostrano che ciò che mangiamo ha probabilmente un ruolo nella comparsa o nell’evoluzione dell’acne, anche se il meccanismo non è ancora del tutto chiaro. Cerchiamo di capirne di più.

L'alimentazione e l'acne
© Getty Images

Negli anni dal 1970 al 2000 l'alimentazione è stata esclusa come causa dell’acne, ma recentemente numerose scoperte hanno rimesso in discussione quest’affermazione. Ora resta da comprendere meglio la correlazione tra ciò che mangiamo e l’acne.

Acne: ridiamo all’alimentazione il suo giusto peso

Uno studio condotto nel 1941 sembra indicare che il cioccolato, i grassi, i salumi, i dolci e le arachidi hanno un ruolo nello sviluppo dell’acne. Trent’anni più tardi, tuttavia, i lavori del dottor Fulton escludono un’influenza da parte dell’alimentazione, scagionando il cioccolato a partire dal 1969: un gruppo di adolescenti aveva ricevuto delle barrette zuccherate senza cioccolato, e un altro delle barrette con cioccolato, ma non era emersa alcuna differenza di effetto sull’acne. Nel 1971 il Dottor Anderson, confrontando gli effetti di un regime dietetico restrittivo (senza cioccolato, latte, arachidi, coca-cola…), è giunto alle stesse conclusioni del dottor Fulton..

Alla luce di questi risultati, i dermatologi hanno assicurato ai loro pazienti che la loro acne non aveva nulla a che vedere con la loro alimentazione. Trent’anni più tardi la dottoressa Florence Poli, dermatologa, in occasione delle Journées Dermatologiques(Giornate della dermatologia) a Parigi ha dichiarato che "questi studi sono stati condotti con una metodologia inadeguata": nel primo studio non era stato controllato il resto dell’alimentazione degli adolescenti; per quanto riguarda il secondo studio, invece, non era presente un gruppo di controllo e l’importanza dell’acne era valutata in modo inadeguato. 

Acne e alimentazione: osservazioni

Malgrado ciò le persone affette da acne sono convinte che l’alimentazione abbia un ruolo nello sviluppo della malattia, e le osservazioni fatte all’inizio degli anni 2000 sembrano dare loro ragione:

"Tra gli eschimesi ora si è diffusa l’acne, mentre prima di passare allo stile di vita occidentale non ne avevano; lo stesso cambiamento è stato osservato nei soggetti migrati dalla campagna alla città", sottolinea la dottoressa Poli.

Nel 2002, l'équipe del professor Prof. Cordain fa una scoperta fondamentale: non trova alcun sintomo di acne in alcune tribù primitive che hanno conservato un’alimentazione molto simile a quella dei loro antenati. I papuani della Nuova Guinea e il cacciatori-raccoglitori della tribù Ache in Paraguay hanno in comune una dieta povera di carboidrati e priva di latticini, contrariamente ai paesi accidentali.

Nel 2005 uno studio ha stabilito una correlazione tra consumo di latte e acne; nel 2008 uno studio ha dimostrato che i giovani di sesso maschile che bevevano più latte avevano i più gravi problemi di acne.

Tutti gli studi citati in precedenza hanno evidenziato che un livello elevato dell’ormone sometomedina o fattore di crescita insulino-simile(insuline-like-growth factor o IGF-1) era associato all’acne.

Acne e alimentazione: quali sono i legami?

È possibile che il metabolismo ormonale risulti stimolato da fattori esterni di origine alimentare. Il regime alimentare occidentale è caratterizzato da un indice glicemico elevato, che espone quindi a un iperinsulinismo (elevato tasso di insulina nel sangue) causando variazioni ormonali: innalzamento degli androgeni circolanti, produzione di IGF-1, riduzione dell’attività dei recettori nucleari per i retinoidi. Tutto ciò influisce sulla secrezione sebacea e la cheratinizzazione follicolare, due elementi essenziali nella patologia dell’acne.

Il latte potrebbe contenere delle componenti ormonali o delle molecole in grado di influenzare gli ormoni endogeni. Lo stimolo fondamentale prodotto dal consumo di latte potrebbe far intervenire tre fattori, isolati o associati: stimolazione della produzione di IGF-1, direttamente ad opera del latte o indirettamente attraverso una reazione di tipo insulinemico causata dall’elevato tenore glicemico del latte, assorbimento del diidrosterone o dei precursori androgenici contenuti nel latte. Il responsabile è quindi forse l’ormone IGF-1.

In conclusione, l’alimentazione ha probabilmente un ruolo nella patogenesi dell’acne, benché il meccanismo non sia ancora chiaro. Per il momento la prescrizione di una dieta specifica risulta prematura, ma in attesa di nuovi studi le persone che soffrono di acne non possono che trarre vantaggi daun’alimentazione equilibrata evitando l’eccesso di latticini, zuccheri e grassi.

Anne-Sophie Glover-Bondeau

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27/11/2012

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