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L'odore della pelle cambia in base all'età e all'alimentazione

L’odore della pelle, diverso per ognuno di noi, subisce delle modificazioni nel corso della vita. Da bambini il profumo è più gradevole, da adulti possiamo assumere un odore più o meno intenso e quando superiamo la soglia dei 70 anni torniamo ad essere profumati come un bebè. Doctissimo ti spiega perché.

Odore della pelle, età e alimentazione
© Getty Images

Perché la pelle ha un determinato odore?

Caldo, sudore, emozioni e conseguente sensazione di sentirsi accaldati sono alcuni dei motivi per cui l’odore della nostra pelle può subire dei cambiamenti. Il dubbio nasce spontaneo: come mai ci sono persone che, nonostante sudino, sembrano profumare sempre? La risposta si trova nella fisiologia dell’individuo. Purtroppo, alcuni di noi possiedono un odore più o meno forte in base alla secrezione delle ghiandole, a loro volta stimolate degli ormoni. Un odore acre è generato dagli ormoni maschili, un sentore più dolce è associato a quelli femminili. Durante il ciclo mestruale, però, l’odore di una donna può essere più forte, proprio a causa della massiccia dose di ormoni in circolo. Così come nella fase dell’ovulazione, in cui però vengono emanati dei feromoni capaci di attirare i potenziali partner maschili, “catturati” a livello primordiale da un individuo di sesso femminile “fertile e disponibile”. Anche gli uomini possiedono dei feromoni che attirano le donne: questi stimolano l’istinto femminile che riconosce nell’individuo che li emana virilità, forza e protezione. Non è un caso se alcune case cosmetiche abbiano inserito nei profumi venduti queste sostanze: il successo della fragranza ha decretato un vertiginoso picco di vendite (e di conquiste!).

Il cattivo odore è dovuto alla presenza di alcuni microrganismi: i batteri. Questi, che trovano terreno fertile in ambienti caldi e umidi, si sviluppano molto velocemente sotto le braccia, nelle scarpe e in tutti i luoghi che rispondono a tali requisiti (e che notoriamente sono sede di cattivi odori).

Odore e alimentazione

Anche l’alimentazione ha il suo peso nel determinare l’odore corporeo: alcuni cibi possono alterare il Ph della pelle e dar vita a “profumazioni” particolari. La pelle è un organo che respira e che rilascia verso l’esterno gli “scarti” dell’organismo: l’esempio più lampante è quello associato al consumo di aglio. Dopo averne mangiato un po’, sebbene ci si lavi accuratamente la bocca, l’odore sembra non volersene andare. In realtà, l’aroma dell’aglio è emanato dal corpo stesso e scomparirà solo quando verrà eliminato completamente dall’organismo. Si può accelerare tale processo bevendo molta acqua, che aiuta l’organismo a depurarsi e ad eliminare le scorie.

La scienza ci lascia a bocca aperta quando ci rivela che esistono anche alcune disfunzioni che determinano un odore molto particolare del corpo: la trimetilaminuria è una malattia metabolica che fa letteralmente puzzare di pesce marcio la pelle dell’individuo che ne è affetto. Ciò è determinato dalla incapacità di metabolizzare una sostanza, la trimetilammina, che stagnando nell’organismo, provoca del cattivo odore dalle ghiandole principali (sotto le braccia, inguine). Decisamente sgradevole, è un disturbo patologico che crea diversi imbarazzi e che dimostra quanto l’alimentazione sia strettamente legata al nostro odore.

L’odore della pelle cambia con l'età

È impossibile che non abbiate notato il profumo dolce dei bambini, che sembrano sempre odorare di caramella. Ed è altrettanto impossibile non aver notato che, con la pubertà, gli ormoni che si scatenano generano dei sentori particolari, non sempre piacevoli all’olfatto. Quando si diventa adulti, si apprende l’uso di deodoranti e profumi adatti al proprio tipo di pelle e si assiste ad un equilibrio ormonale che non ci fa più incappare in situazioni imbarazzanti tipiche della lezione di educazione fisica a scuola. Ma la novità, almeno per alcuni, viene dagli Stati Uniti: gli scienziati d’oltreoceano hanno rivelato che quando si supera una certa età, l’odore del corpo cambia. In meglio!

La ricerca: le pelle degli anziani profuma

Il Monell Chemical Senses Center di Philadelphia, famoso per le sue ricerche su odori e sapori umani, ha pubblicato su una rivista i risultati di una ricerca condotta su un campione di persone di diverse fasce d’età. A queste hanno fatto indossare, per ben cinque notti consecutive, dei tamponi all’altezza delle ascelle, atti ad assorbire letteralmente gli odori emanati nel periodo di tempo. Questi tamponi (prelevati da individui compresi tra i 20 e 30 anni, i 45 e i 55 anni e tra i 75 e i 95 anni) sono stati poi annusati da un altro campione di persone (di età non superiore a 30 anni) che hanno immediatamente riconosciuto quali fossero stati applicati ad individui più anziani. La spiegazione viene data dal particolare odore tipico delle persone un po’ in là con gli anni: contrariamente a quanto si crede, gli anziani emanano un odore molto più leggero e piacevole rispetto ad adulti o ragazzi. Questo perché gli ormoni in circolo sono, ormai, decisamente inferiori se paragonati a quelli degli anni precedenti.

La capacità umana di riconoscere gli odori e di collocare la persona a cui appartiene ad una precisa fascia d’età è innata nell’uomo come negli altri animali. Sebbene gli scienziati non siano ancora stati in grado di capire esattamente il processo per il quale ciò avviene, il retaggio ancestrale di cui siamo forniti ci è utile nella vita e nell’amore, quando scegliamo istintivamente un partner piuttosto che un altro seguendo l’istinto.

L’unica accortezza è quella di non farsi confondere le idee da profumi o deodoranti (anche se è auspicabile non lasciare in un cassetto la cara, vecchia saponetta).

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12/06/2012
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