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Come scegliere il proprio profumo?

Capita a volte di perdersi nel reparto profumeria! Cipriato o ambrato, leggero o concentrato… Esistono centinaia di profumi diversi. Come riconoscere il migliore? I consigli di Doctissimo per trovare il profumo più adatto a te.

La scelta del profumo
© Getty Images

Sapere ciò che piace e ciò che non piace!

La scelta di un profumo è qualcosa di molto personale. Prima di sceglierlo, Stéphanie Bakouche Kouidri, responsabile dello Sviluppo Olfattivo presso L’Artisan Parfumeur, ci consiglia di pensare alle fragranze che amiamo, ma anche a quelle che non amiamo: “Quando ci chiedono consiglio, i clienti non ci dicono mai quello che amano. Un buon trucco è quello di pensare alle fragranze e ai sapori che ci danno fastidio in cucina. Molti ingredienti utilizzati in cucina lo sono anche in profumeria, soprattutto nel caso delle spezie.” La prima cosa da fare prima di recarsi in profumeria è quindi interrogarsi sui propri gusti in generale. Risultato: alla commessa basterà così solo farci qualche domanda. E saprà consigliarci con molta più facilità.

Conoscere le 7 famiglie olfattive

Dopo essersi interrogati sui propri gusti, resta da identificare la famiglia di fragranza che ci piace di più. Ricordiamo che il Comité Français du Parfum distingue 7 grandi famiglie di profumi:

● Floreali, fragranze con una dominante fiorita (rosa, gelsomino, ylang-ylang, violetta…), come Trésor di Lancôme, N°5 di Chanel o J’adore di Dior.

● Agrumate, profumi a base di agrumi (arancio, bergamotto, pompelmo…) come CK One di Calvin Klein, L’Eau di Rochas e la maggior parte delle acque di colonia.

● Cipriate, che si basano su note di muschio di quercia, patchouli, bergamotto… come Paloma Picasso di Paloma Picasso, Ma griffe di Carven o Eau du soir di Sisley.

● Ambrate (o orientali), profumi caldi, dolci, vanigliati, come Shalimar di Guerlain, Flower by Kenzo, Angel di Thierry Mugler.

● Felciate, cuoiate e legnose, spesso destinate a una clientela maschile, ma che possono trovare spazio anche nella profumeria femminile (Jicky di Guerlain o Prada di Prada).

Scegliere la buona formula

I profumi si declinano inoltre in base a varie formule, con una concentrazione più o meno alta di alcol:

● L’estratto di profumo, la formula più concentrata, la più persistente e, spesso, la più cara. Lo si applica con piccoli tocchi, tanto è potente.

● L’eau de parfum, meno concentrata dell’estratto di profumo. Impregna la pelle con una fragranza che dura tutta la giornata.

● L’eau de toilette, meno concentrata e più leggera dell’eau de parfum. È la formula scelta per tutti i giorni perché lascia una scia discreta.

● Le estensioni profumate come le creme per il corpo, i profumi per i capelli, per la lingerie, ecc. contengono una percentuale molto bassa di concentrato di profumo ma ne prolungano la fragranza.

Che tipo di immagine si cerca di rimandare?

Anche se si ha la tendenza a pensare che il profumo sia una conferma del carattere, che sia il riflesso della nostra immagine, non sempre è così. Stéphanie Bakouche Kouigdri racconta: “È vero che i caratteri forti tendono a scegliere fragranze potenti. Ma lo fanno anche le persone molto timide! È un modo per affermare la propria personalità”.

Naturalmente bisogna interrogarsi sull’immagine che si cerca di rimandare e sul messaggio che si desidera far passare. Se si è decisi a farsi notare allora occorrerà optare per profumi a forte concentrazione, come l’eau de parfum, o per profumi più maschili. Se, invece, si desidera essere discreti, meglio puntare sull’eau de toilette e su fragranze più dolci.

D’altronde, Stéphanie Bakouche Kouidri distingue la grande profumeria dalla profumeria di nicchia. Nella grande profumeria, il marketing ha un ruolo molto importante. I profumi veicolano una certa immagine, consentono ai clienti di identificarsi con le muse ispiratrici, con l’universo della marca, ecc. Le donne che cercano di crearsi una propria identità olfattiva si orienteranno invece verso marche di nicchia che propongono profumi rari e più originali.

Provare il profumo

Una volta scelto un profumo, è fondamentale testarlo sulla propria pelle. Sulla pelle, infatti, i profumi hanno un odore diverso da quello sulle strisce di carta. Inoltre l’odore di un profumo varia anche da una persona a un’altra. Il tipo di pelle (secca, grassa, ecc.) tende a modificare le caratteristiche di una fragranza.

Nota: anche se si è sempre usato lo stesso profumo per tutta la vita, il suo odore potrebbe modificarsi. Molti fattori, come l’alimentazione o l’assunzione di farmaci, possono influire sull’acidità della nostra pelle e modificare l’odore di una fragranza.

Su quale parte del corpo testare il profumo? Stéphanie Bakouche Kouidri consiglia di vaporizzare il profumo sui punti meno esposti: il polso, dietro le orecchie e nell’incavo del decolleté. Punti in cui la pelle è sottile e in cui affluisce il sangue. Il calore del corpo permetterà al profumo di diffondersi.

Comprendere la piramide olfattiva

È importante non avere fretta nel decidere perché il profumo ci mette un po’ a diffondersi. Occorre infatti tener conto dell’evoluzione successiva e progressiva delle note di testa, di cuore e di fondo. Le note di testa evaporano per prime perché sono le più volatili, costituite da materie prime più leggere (è il caso degli agrumi o delle note verdi). Dominano la fragranza per le prime due ore.

Successivamente si libera il cuore del profumo: le note floreali, speziate, fruttate, che durano più a lungo ed evaporano in modo lento (da 2 a 10 ore).

Infine, si rivelano le note di fondo, che supportano l’insieme della composizione. Sono le note grazie alle quali il profumo dura fino a sera e permane sui vestiti anche per diversi giorni.

Amandine Garcia

Ringraziamenti: Stéphanie Bakouche Kouidri, responsabile dello Sviluppo Olfattivo presso L’Artisan Parfumeur

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25/04/2014

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