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Attenzione alle lampade solari

I centri di abbronzatura cominciano a spuntare in ogni angolo della strada. Cosa c’è di più allettante di una abbronzatura dorata assicurata prima delle vacanze? Ma stai in guardia, i raggi UVA emessi dalle lampade sono più dannosi di quello che sembrano. Abbronzarsi artificialmente aumenta di due volte il rischio di sviluppare un cancro della pelle.

Attenzione alle lampade solari
© Getty Images

In primo piano, l’immagine di una ragazza con un’abbronzatura strepitosa che si diverte in spiaggia. In basso, slogan associati al sole, alla seduzione e alla felicità. L’offerta è tanto allettante quanto rischiosa.

Abbronzarsi a caro prezzo

Un recente studio epidemiologico americano (1) ha dimostrato che coloro che si espongono alle lampade solari moltiplicano di 1,5 il rischio di sviluppare un carcinoma spinocellulare della pelle (cancro della pelle raro ma grave) e di 2,5 il rischio di formazione di un basialioma (il più frequente dei tumori della pelle, che si evolve locamente e quindi è meno grave). Se la persona ha meno di vent’anni, i rischi sono ancora maggiori.

I coefficienti passano allora rispettivamente da 1,5 a 1,8 e da 2,5 a 3,6. Questi risultati non hanno suscitato alcuno stupore negli scienziati. Uno studio precedente europeo aveva già messo in evidenza il legame tra l’uso delle lampade abbronzanti e la comparsa di melanomi, la forma più mortale dei tumori della pelle.

Non sottovalutare gli effetti nocivi

Nel mese di luglio, verso mezzogiorno, il 98% dei raggi violetti che penetra nell’epidermide sono UVA e il 2% UVB.  Le lampade invece, prima che fossero regolamentate in Europa, emettevano solo raggi UVB. "Alcuni pazienti passano direttamente dai centri abbronzanti al centro grandi ustionati" racconta il Dott. Cesarini, ricercatore Inserm e consulente dermatologo alla Fondazione Rothschild. Gli UVB sono responsabili in primo luogo dei colpi di sole ma, oltre alle bruciature, provocano anche dei tumori della pelle. Penetrando nella parte superficiale dell’epidermide, gli UVB sono responsabili della comparsa dei radicali liberi che modificano le cellule e ne alterano il DNA; sono questi disfunzionamenti cellulari che provocano i tumori.

Oggi, la legislazione europea impone che la proporzione dei raggi UV emessi dalle lampade sia identica a a quella prodotta dai raggi nel mese di giugno. "Da quando il tasso di raggi UVB si è ridotto al 2%, le bruciature sono più rare" nota il Dott. Cesarini. Per danneggiare lo stesso numero di cellule ci vuole una dose di UVA 700 volte maggiore rispetto agli UVB. Tuttavia, la quantità di tumori della pelle non diminuisce. Si riscontrano 90000 nuovi casi di cancro alla pelle l’anno e questa cifra raddoppia ogni dieci anni.

Non esistono i raggi UV buoni!

Pian piano l’attenzione dei ricercatori si è spostata sui raggi UVA. Nonostante sia risaputo che favoriscono l’invecchiamento, questi ultimi sono da tempo considerati inoffensivi per la pelle, ovvero dei "buoni raggi UV abbronzanti". Grazie agli studi realizzati nel 1996 da un gruppo di ricercatori guidati dal Dott. Sarasin, è stato stabilito che i raggi UVA provocano nel materiale genetico un tasso di mutazione uguale o superiore ai raggi UVB.

Essi sono quindi responsabili del cancro tanto quanto gli UVB. Purtroppo "i danni degli UVA non sono visibili sulla pelle come quelli degli UVB" sottolinea il Dott. Cesarini. Non apparirà alcuna bruciatura che annunci il danno. Sapendo che gli UVA costituiscono il 98% dei raggi emessi dalle lampade abbronzanti, ciascuno si prenda la propria responsabilità. La stessa cosa vale per i raggi solari, in quanto le creme solari filtrano solo i raggi UVB.


Amélie Padioleau

Fonti:

Linda Wang, Assistant News Editor, Katherine Arnold, News Editor, Tanning devices may contribute to incidence of common skin cancers, Journal of the National Cancer Institute, Vol.94, n°3, 155, 6 febbraio, 2002

Caroline Robert, Bernard Muel, Annie Benoit, Louis Dubertret, Alain Sarasin e Anne Stary, Cell survival and shuttle vector mutagenesis induced by ultraviolet A and ultraviolet B radiation in human cell line, Journal of Investigative Dermatology, aprile 1996, 106, 721-728

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05/08/2010

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