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Gli integratori solari aiutano l’abbronzatura?

Da una quindicina di anni gli intergatori solari hanno invaso il mercato, grazie alla promessa di un’abbronzatura facile, più intensa e duratura. Ma sono davvero efficaci e ci proteggono veramente dal sole? Scopriamolo insieme!

Gli integratori solari aiutano l’abbronzatura?
© Getty Images

La maggiorparte delle capsule solari contiene almeno tre elementi antiossidanti, ovvero carotedini, vitamina E e selenio, che combattono la formazione dei radicali liberi provocati dall’esposizione solare.

Funzionano veramente?

L’unico modo per sapere se questi prodotti funzionano è sottoporli a test scientifici. L’unico problema è che non è obbligatorio provarne l’efficacia per metterli sul mercato. Di conseguenza non tutti i prodotti in vendita sono testati! Ma alcuni laboratori li provano e diffondono i risultati. Di seguito la selezione di alcuni studi.

Oenobiol: a prova di glutei!

Oenobiol ha testato 25 soggetti prototipo II e III (ovvero biondi e castani dalla pelle chiara, maggiormente soggetti ai colpi di sole). I glutei, raramente esposti al sole, sono stati divisi in 4 zone, ognuna (a meno che non fosse mai stata esposta al sole) soggetta a dosi più o meno forti di irradiazioni. Le persone sono state osservate senza trattamenti per 21 giorni, cosa che ha permesso di determinare per ciascuna la quantità di raggi UV che porta a bruciarsi e l’intensità dell’abbronzatura. In seguito, per 7 settimane i soggetti hanno preso due capsule al giorno esponendo i glutei allo stesso tipo di irradiazione. I risultati hanno permesso di dimostrare che, grazie al prodotto, la sensibilità ai raggi UV diminuisce a partire dalla quarta settimana di trattamento. Sotto l’effetto dell’esposizione solare e in seguito alla settima settimana, l’abbronzatura aumenta circa del 30% rispetto alle esposizioni senza trattamento.

Arkopharma: test in doppio cieco

Il laboratorio Arkopharma ha condotto uno studio sul complemento Phytobronz per 50 giorni in doppio cieco: a un gruppo è stato somministrato del Phytobronz e all’altro del placebo. Per i primi 20 giorni i volontari hanno preso 3 capsule e per i 30 giorni seguenti 2 capsule al giorno. A partire dal ventunesimo giorno si sono esposti ai raggi UV, con una seduta ogni due giorni per 15 giorni. Dopo le 3 prime esposizioni ai raggi, il gruppo palcebo è stato vittima di più colpi di sole rispetto al gruppo Phytobronz. Durante i primi 15 giorni l’abbronzatura del gruppo Phytobronz è stata significativamente superiore rispetto all’altro. Infine, dopo 15 giorni di esposizione, i pazienti hanno continuato il trattamento col seguente risultato: quelli del gruppo Phytobronz sono rimasti abbronzati mentre gli altri sono tornati al loro colore inziale.

1 Gli integratori solari aiutano l’abbronzatura? - continua ►

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05/08/2010

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