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Scegliere il Fattore di Protezione Solare giusto... per salvarsi la pelle

IP 30, SPF 15, schermo totale … hai deciso di proteggere la tua pelle dal sole, ma davanti allo scaffale delle creme solari ti senti perso/a. Cosa significano queste sigle? Ecco come capire qual è la protezione giusta per te.

Scegliere il Fattore di Protezione Solare giusto
© Getty Images

I flaconi di crema solare sono coperti di scritte e indicazioni di tutti i tipi, con sigle e numeri sempre più alti... è normale che scegliere il prodotto giusto diventi difficile!

SPF, IP… cosa significa?

L’unica informazione indispensabile da conoscere prima di comprare una crema solare, è l’IP, indice di protezione, chiamato anche SPF (Sunburn Protection Factor, in inglese), Fattore di Protezione Solare. IP e SPF vogliono quindi dire la stessa cosa. Sull’etichetta, generalmente viene soprattutto evidenziato il numero a fianco di questa sigla.

Questo numero risulta da un calcolo effettuato da tutti i laboratori farmaceutici. Alcuni volontari espongono la schiena, divisa in più zone (una senza protezione solare, l’altra o le altre coperte da creme solari), a dei raggi UV artificiali (lampade abbronzanti). Il giorno dopo, viene misurato il tempo di protezione contro le scottature di ogni zona della pelle e da questo si deduce l’indice della crema. L’indice di protezione è il rapporto che esiste tra il tempo necessario per “ottenere” una scottatura con e senza prodotto.

Solo i numeri contano

Qualunque sia la marca della crema scelta, l’SPF corrisponde a un identico livello di protezione. E non solo in Italia, ma in Europa, nel Mondo. Quindi non ti preoccupare se devi comprare della crema solare a Bali o in un paesino sperduto in Messico. Quello che conta, è scegliere la protezione ideale per la tua pelle e per il tipo di esposizione solare al quale ti prepari.

Alcune marche di crema aggiungono, in piccolo, l’indice di protezione contro i raggi UVA. Questo numero, invece, non significa molto in quanto può essere ottenuto secondo diversi metodi che non misurano esattamente le stesse cose. Infatti, misurare l’impatto degli UVA sulla pelle è difficile in quanto non provocano scottature, come invece avviene con gli UVB.

Scegliere la protezione giusta

Il fattore di protezione va da 8 a 90 e oltre. Una scala estremamente vasta che può complicare la vita quando bisogna scegliere il grado di protezione adatto a sé. “È importante sapere”, spiega la Dottoressa Catherine Bombal “che da 0 a 30 la protezione aumenta molto velocemente: una crema SPF30 protegge molto di più che una SPF15 e soprattutto di una SPF8. Invece, tra 30 e 90 il margine di progressione è molto limitato. La differenza tra una crema SPF30 e una SPF60 è minima, ci si guadagna solo un 1% di protezione supplementare”. Il rischio quando si usa una protezione molto alta è di sentirsi estremamente protetti e quindi di prolungare eccessivamente l’esposizione al sole.

La scelta dell’indica di protezione giusto deve essere effettuato a seconda del tipo di pelle e dell’intensità dei raggi solari. Ecco una tabella per riassumere i diversi casi possibili.

SPF/IP

Tipo di protezione

Tipo di pelle

Intensità dei raggi solari

Inferiore a 8

Protezione inesistente

Sconsigliato a tutti i tipi di pelle 

 

da 9 a 14

scarsa

Pelli scure

Poco sole (UV 1/2)

da 15 a 24

media

Pelli scure

Sole moderato (UV 3/4)

da 25 a 39

forte

Tutti i tipi di pelle

Sole forte (UV 5-8)

Più di 40

Molto  forte

Pelli sensibili

Sole fortissimo (UV 9 +)

Applicare correttamente la crema

Per quanto riguarda la frequenza del rinnovo della crema, i consigli stampati sull’imballaggio restano vaghi.  L’unico consiglio dato è generalmente di rinnovare regolarmente l’applicazione. Per la Dott.ssa Bombal “l’ideale sarebbe rimettere della crema ogni ora”. Infatti, precisa la specialista, non applichiamo mai le dosi utilizzate durante i test: in laboratorio si applicano 2mg di crema solare per cm2 di pelle, il che significa che se lo facessimo anche noi utilizzeremmo in una volta sola ¼ della confezione... nessuno lo fa, ovviamente. Ecco perché è importante spalmarsi di nuovo di crema ogni ora.

Anche se alcune creme scrivono chiaramente sulla confezione “waterproof”, meglio essere prudenti: dopo aver fatto il bagno, le gocce d’acqua sulla pelle agiscono come una lente di ingrandimento moltiplicando gli UV. Per limitare il rischio, basta asciugarsi bene e spalmarsi di crema prima di sdraiarsi al sole.

Filtro chimico o minerale?

I filtri minerali sono costituiti da particelle di pigmenti che riflettono gli UV, impedendo loro di penetrare nella pelle. Molto efficaci su tutto lo spettro solare, non provocano né allergie né prurito. L’unico problema è che si presentano sotto forma di una polvere bianca difficile da spalmare. Vengono ritrovati in grande quantità nei prodotti ad alta protezione destinati ai bambini o alle persone che soffrono di intolleranza al sole.

I filtri chimici o organici sono composti da molecole a base di carbonio, proteggono da certi UVA e da certi UVB ma non sono efficaci contro tutti i raggi solari. Ecco perché non vengono mai utilizzati da soli e vengono sempre associati a dei filtri minerali per completare la protezione. In compenso i filtri chimici sono molto solubili e rendono la crema solare liquida e facile da spalmare. Comodo se bisogna spalmarsi di crema una volta all’ora!

Hélène Huret

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25/06/2015

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