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Spray tan: la tintarella è pronta all’uso

Sole, mare e tintarella: ecco i tre obiettivi dell’estate. Ma non tutti possono permettersi di rilassarsi come e quando vogliono e spesso si arriva a settembre con un colorito da far invidia al fantasmino Casper. Dagli Stati Uniti arriva l’ultima invenzione in materia di abbronzatura che accontenta anche chi non ha tempo (o voglia) di crogiolarsi al sole!

Cos'è la spray tan?
© Getty Images

Che cos’è la spray tan?

Con il termine spray tan si indica un tipo di abbronzatura artificiale, ottenuta senza l’esposizione al sole o ai raggi UV delle lampade. Il tanto desiderato colorito dorato si spruzza letteralmente sul corpo ottenendo un risultato uniforme, intenso e soprattutto veloce. Nel paese in cui ha visto la luce, gli Stati Uniti, è già di moda da molti anni grazie anche alle numerose testimonial che hanno pubblicizzato la spray tan: sul red carpet sono state sfoggiate pelli color oro, dai riflessi scintillanti e perfette anche sotto i flash dei fotografi. Non sono mancati, però, nemmeno i casi all’estremo: molte star, in preda ad un attacco di tanoressia e non soddisfatte dei risultati della lampada UV, sono ricorse alla tintarella spray di una tonalità un po’ troppo scura, risultando letteralmente arancioni sugli scatti dei paparazzi, i quali non si sono fatti sfuggire l’ennesimo scivolone del VIP di turno.

Spray tan: istruzioni per l’uso

Molti confondono la spray tan con i classici prodotti autoabbronzanti. Sebbene non ci sia, concettualmente, una grande la differenza tra le due abbronzature, a livello pratico si basano su principi diversi. La spray tan di ultima generazione utilizza degli estratti naturali da spruzzare con un aerografo o con un macchinario apposito, spesso dotato di lettino su cui distendersi. Il DHA (dihydroxyacetone), la molecola abbronzante estratta dalla canna da zucchero, è artefice del prodigio e viene considerata da sempre atossica; insieme ad un concentrato di Aloe Vera, si produce il liquido che viene spruzzato sulla pelle, la quale si colora solo superficialmente. La cheratina, sostanza contenuta nello strato superficiale della pelle, nei capelli e nelle unghie, acquista così la tonalità desiderata in maniera facile e veloce.

Molti sono i centri estetici che in Italia hanno adottato i macchinari adatti per poter praticare la spray tan; il successo deriva probabilmente dal fatto che, stanchi di autoabbronzanti che lasciano aloni e chiazze antiestetiche sulla pelle, si è voluto pensare ad una tecnica alla portata di tutti sia per modalità che per prezzi. Una seduta di tintarella spray raggiunge al massimo 30 euro per tutto il corpo e non bisogna nemmeno preoccuparsi delle macchie sui vestiti. Se, come consigliato, si attendono quei venti minuti necessari alla spray tan per asciugarsi, non c’è il rischio di lasciare segni su abiti e magliette, nemmeno quando l’abbronzatura perde d’intensità. Infatti, dopo 3-4 giorni la tintarella spray non c’è più, complice il ricambio cellulare della pelle che compie un ciclo completo in poco meno di una settimana.

Pro e contro della spray tan

La tintarella spray è consigliata a tutti coloro che desiderano avere un colorito dorato ma che non hanno la capacità di ottenerlo in maniera naturale: pelli chiare, sensibili, fragilità capillare e paura dell’invecchiamento cutaneo sono le caratteristiche di coloro che ricorrono alla spray tan. Inoltre, gli ingredienti utilizzati hanno un effetto anti age, idratando la pelle e lasciandola perfettamente liscia e nutrita. È bene precisare che il colorito ottenuto non deve trarre in inganno: la spray tan non costituisce una barriera protettiva verso i raggi UV ed è bene utilizzare sempre una crema solare adatta al proprio fototipo quando ci si espone al sole.

Si può quindi dire addio alle ore estenuanti passate sotto un sole cocente d’agosto? Sembra di sì, anche se uno studio dell’università della Pennsylvania, guidato dal Dottor Reynold Panettieri, ha svelato delle possibili complicazioni: la molecola DHA, utilizzata da decenni in campo cosmetico, potrebbe essere cancerogena perché se inalata, entra a contatto con polmoni e sangue, dando vita a tumori maligni molto pericolosi. Come mai, nonostante la DHA venga commercializzata da circa trent’anni, non se ne conoscevano le conseguenze nocive per la salute? Il piunto sta proprio nel fatto che viene vaporizzata: se fosse applicata sulla pelle manualmente, spalmando ad esempio una crema contente questo tipo di autoabbronzante, non ci sarebbe alcun rischio per la salute. Se ci si volesse sottoporre ad una seduta di spray tan, è bene fare attenzione a non inalare il prodotto.

La spray tan è molto commercializzata e la sua fama cresce ogni girono di più, anche perché gli studi su di una sua possibile tossicità sono ancora piuttosto vaghi.

Ma siamo davvero convinti che la tintarella sia un accessorio a cui non si può rinunciare?

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05/07/2012
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