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Togliere un neo

Tutto quello che bisogna sapere prima di rimuovere un neo. Alcuni nei possono presentare un rischio per la salute, altri invece sono semplicemente antiestetici... Scopri i diversi metodi per eliminarli e ritrovare una pelle liscia o quasi!

Togliere un neo
© Thinkstock

Benché le motivazioni siano varie (rischio di melanoma, irritazione, disagio estetico...), togliere un neo non deve essere preso alla leggera. Leggi la guida.

Nei: quelli da tenere sotto controllo

Alcuni nei possono trasformarsi in melanoma (cancro della pelle) e bisogna sorvegliarli da vicino. Come regola generale, si raccomanda di consultare un dermatologo una volta all’anno per una visita di controllo. Quest’ultimo esaminerà tutte le zone del tuo corpo, soprattutto mani e piedi che possono essere zone più a rischio.

Bisogna prestare particolare attenzione se i nei sono molto neri, se sono bicolore, se le dimensioni improvvisamente cambiano o se hanno subìto un trauma: urti, sanguinamento, rasatura... Infine, le pelli chiare sono più esposte delle altre al rischio di melanoma, così come le persone con precedenti familiari.

Nei: quelli che ci creano complessi

Avere un neo in un posto particolare può essere fonte di complessi o più semplicemente di disagio. In quel caso è possibile asportare il neo antiestetico. "Ad ogni modo si raccomanda di far analizzare i nei rimossi poiché, anche se a occhio nudo non sembrano essere pericolosi,una volta analizzati in laboratorio possono riservare brutte sorprese" spiega il dott. François Lecointre, chirurgo plastico. Un consiglio: fai analizzare i tuoi nei in un laboratorio specializzato in dermatologia.

Dermatologo o chirurgo plastico?

Il primo interlocutore è il dermatologo, il quale rimuoverà lui stesso il neo fastidioso oppure indirizzerà il paziente a un chirurgo plastico. "Non è questione di competenze, un dermatologo può benissimo togliere il neo, solo che alcuni preferiscono mandare il paziente da un chirurgo plastico, soprattutto in ragione delle severe norme igieniche imposte in caso di anestesia locale", prosegue il dott. Lecointre.

Quale tecnica scegliere per farsi togliere un neo?

La tecnica più conosciuta è la semplice recisione del neo attraverso un bisturi in anestesia locale. Il medico lo asporterà per intero e poi metterà dei punti di sutura profondi con fili riassorbibili e punti di sutura superficiali da rimuovere una settimana dopo l’operazione. In genere la cicatrice è un po’ più lunga del diametro del neo ma con il tempo può sparire quasi del tutto.

Il secondo metodo è quello chiamato "shaving". Dopo l’anestesia locale,il neo viene rasato in superficie attraverso una lama di bisturi ma non viene tolto per intero e, in certi casi, potrebbe formarsi di nuovo. Questo metodo si pratica su nei non considerati a rischio, ma non è consigliato per nei di grandi dimensioni (>1 cm di diametro) perché la cicatrice rischia di formare un avvallamento. Negli altri casi, lo shaving consente di lasciare una cicatrice minima, o non lasciarne affatto.

Infine, i nei possono essere bruciati con il laser in meno di un minuto ma, in quel caso, non possono essere analizzati in laboratorio. Questa tecnica è dunque riservata ai nei che a occhio nudo non presentano rischi.

Nei: una cicatrizzazione variabile

"Davanti al processo di cicatrizzazione non siamo tutti uguali. I giovani di meno di 15 anni, per esempio, cicatrizzano meno bene rispetto alle persone di oltre 60 anni, perché la loro pelle è più tesa", afferma il dott. Lecointre. Allo stesso modo, alcune zone del corpo cicatrizzano meglio di altre: viso, braccia e gambe, per esempio. Su schiena, sterno, torace e spalle, invece, in genere restano più tracce.

Per concludere, ricorda che l’operazione si fa in anestesia locale e che è leggermente dolorosa. Quanto alla cicatrice, questa si forma rapidamente (da una a tre settimane) e si stabilizza dopo qualche mese. Se ti esponi ai raggi del sole, comunque, non dimenticare di coprirla con una protezione a schermo totale.

DelphineTordjman

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05/11/2012

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