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La vitiligine, una malattia misteriosa

Se la vitiligine non è un'affezione patologica dolorosa dell'epidermide, si associa a un vero e proprio pregiudizio estetico, le cui conseguenze psicologiche sono spesso notevoli. Queste chiazze bianche o punti di depigmentazione sulla pelle, che compaiono all'improvviso su viso, piedi, mani e articolazioni, resistono, nella maggior parte dei casi, a tutte le cure.

Vitiligine, malattia misteriosa
© Jupiter

La vitiligine rientra tra le cosiddette "malattie orfane", perché poco appetibili per la ricerca sperimentale e clinica. Ancora molto misteriosa, questa affezione colpisce dall'1% al 3% della popolazione. Quasi l'1-2% della popolazione mondiale soffre di vitiligine: questo significa che circa 50 o 100 milioni di persone ne sono affette nel mondo. E se gli uomini non ne sono risparmiati, pare che le donne ne siano più spesso colpite.

Un'origine sconosciuta

La vitiligine si manifesta, nella maggior parte dei casi, entro i 20 anni, con la comparsa di macchie di colore avorio su viso, piedi, mani, articolazioni o sui genitali.
Poco si conosce di questa patologia cutanea, se non fosse che queste aree depigmentate sono originate da un malfunzionamento dei melanociti, ossia le cellule della pelle che le conferiscono colore. Né infettiva, né contagiosa, la vitiligine è una malattia autoimmune e multifattoriale. Senza tirare in ballo l'ereditarietà, in circa il 30% delle persone colpite da vitiligine si osservano precedenti familiari di questo difetto cutaneo. Per cercare di comprendere questa patologia e i relativi fattori scatenanti, i ricercatori seguono anche altre strade, come ad esempio la pista nervosa o ambientale.
È bene sapere che la vitiligine si accentua in estate: infatti, il resto del corpo si abbronza, a differenza delle zone colpite dalla malattia, indebolite e totalmente prive di protezione. Ma attenzione: il rischio di insolazioni e scottature sulle macchie depigmentate è molto significativo. Se ti esponi al sole, fallo molto gradualmente, senza dimenticare di usare una protezione adeguata.

Trattamenti non sempre efficaci

Per prima cosa, è importante ridurre il più possibile le frizioni sulle aree colpite. Questa semplice misura rallenta, generalmente, l'evoluzione della vitiligine.
Tra i trattamenti proposti, si può cercare di depigmentare le macchie, stimolandole con dei raggi UV. Dopo avere assunto sostanze fotosensibilizzanti, il paziente è esposto ai raggi ultravioletti sotto stretto controllo medico. Dopo 3 - 4 mesi, queste misure favoriscono una depigmentazione delle zone colpite in circa il 50% dei pazienti. Per gli altri, inutile insistere… poiché queste macchie chiare sono più sensibili al sole, è da considerare il rischio di tumori della pelle.
La vitaminoterapia, ossia le cure a base di vitamine, o l'utilizzo di creme a base di cortisone, può venire in aiuto ad alcuni pazienti. Talvolta, si può considerare di sottoporsi anche a trattamenti chirurgici. Li si riserva alle macchie di vitiligine che non peggiorano da più di 2 anni e la cui superficie non supera i 200 cm 2 . Di fatto, si tratta di un innesto di melanociti su un'area depigmentata.
Devi sapere che nella maggior parte dei casi la vitiligine resiste a tutte le forme di cura, che rendono ancora più difficilmente sopportabile la malattia. Per questo, è importante parlare con il tuo medico curante di questo problema estetico e delle difficoltà psicologiche che ne potrebbero derivare. Il medico saprà proporti dei correttori efficaci del colore della tua carnagione e orientarti verso le associazioni di pazienti in cui potrai trovare sostegno psicologico e consigli.

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04/05/2010

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