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I love Tattoo

Un tempo erano segno distintivo di galeotti, marinai, motociclisti e donne di “malaffare”... Oggi decorano i corpi di calciatori, attrici, sportivi e vip: alla scoperta dei tatuaggi!

I love Tattoo
© Getty Images

Il tatuaggio - dal polinesiano tatau - è un’antica tecnica di decorazione - di pittura - corporale dell'uomo. Il disegno viene realizzato attraverso l’introduzione di pigmenti colorati sotto la pelle. Il tatuaggio, praticato da migliaia di anni, era, originariamente, utilizzato come mezzo di identificazione, oggi, invece, viene eseguito, esclusivamente, a scopo decorativo. I tatuaggi possono essere classificati in diverse categorie: simboli d'amore: iniziali, cuori, versi; simboli di guerra: date, armi, stemmi; simboli legati al mestiere: arnesi di lavoro, strumenti musicali; animali: serpenti, cavalli, uccelli; simboli religiosi: croci, Madonne, Santi.

Quali sono le origini del tatuaggio in Italia?

La pratica del tatuaggio era diffusa, già, nell'Italia preistorica come testimonia la mummia di Oetzi i cui resti sono stati rinvenuti, nel 1992, nel ghiacciaio del Similaun. Le testimonianze sulla pratica del tatuaggio sono, però, sporadiche. Plinio e Svetonio testimoniano che gli schiavi romani venivano marchiati con le iniziali del proprio padrone o, nel caso fossero stati sorpresi a rubare, erano marchiati a fuoco sulla fronte. I soldati romani, invece, furono influenzati dalle usanze dei Britanni, con i loro corpi dipinti, e dei Traci, feroci gladiatori tatuati, al punto che i legionari iniziarono a tatuarsi il nome dell'Imperatore. Nel 325 d.C. Costantino proibì il tatuaggio, sul viso, ai cristiani di tutto l'Impero Romano perché “deturpava ciò che era stato creato ad immagine di Dio”. Questo episodio porta a pensare che esistesse l'abitudine, da parte dei primi cristiani, di marchiarsi per testimoniare la propria fede. Dalla fine degli anni '60 - inizio anni '70 - invece la cultura del tatuaggio ha conosciuto una, lenta ma progressiva, diffusione grazie ai giovani hippy.

Quanti tipi di tatuaggio esistono?

I tatuaggi possono essere di vario tipo:

- Tatuaggio all'henné: è un tatuaggio, non permanente, caratterizzato dall'applicazione di un impasto, colorato, sulla pelle;

- Tatuaggio solare: è caratterizzato dall'applicazione di una sostanza foto impermeabile che agisce durante l'abbronzatura. In sostanza, quindi, il prodotto una volta rimosso lascia la pelle, sottostante, più chiara e forma, così, un disegno;

- Tatuaggio ad ago: questa è, senza dubbio, la forma più conosciuta. Attraverso un ago si introduce dell'inchiostro nella pelle realizzando, in questo modo, un disegno che, a seconda della miscela di colore, può essere permanente o temporaneo. Tra le sostanze più comuni ci sono: il cinabro - per il rosso - il cromossido - per il verde - il cobalto - per il blu - o polveri fini di minerali come oro e argento.

 

Quali sono i rischi per la salute?

Il tatuaggio è una pratica, potenzialmente, pericolosa. Per questo motivo, quindi, è sempre preferibile il ricorso a tatuatori professionisti che operino in ambienti adatti, in condizioni igieniche ottimali ed utilizzino strumentazione monouso. Le cattive condizioni igienico - sanitarie, infatti, sono alla base del rischio di contrarre infezioni gravi: epatite B e C, tetano, AIDS, lebbra e infezioni cutanee da stafilococco. Le reazioni allergiche ai pigmenti contenuti nei colori, invece, sono rare, eccetto, però, per alcuni tipi di rossi - cinabro - e verdi. La pelle di persone allergiche, infatti, può reagire ai pigmenti. La sintomatologia di reazione allergica è: gonfiore, prurito e formazione di pus. Tali reazioni appaiono di rado, tuttavia, è sempre consigliabile eseguire un test allergico prima di sottoporsi a un tatuaggio. Vi sono, inoltre, anche rari casi di rigetto dell'inchiostro, con conseguente danneggiamento estetico, permanente, della zona interessata. Per questo, quindi, è buona norma sottoporsi a test specifici prima di tatuarsi.

E’ possibile rimuovere un tatuaggio?

La cancellazione di un tatuaggio è difficile. Le pratiche di rimozione, in genere, non garantiscono risultati soddisfacenti e lasciano, spesso, cicatrici. I metodi più diffusi sono:

- la dermoabrasione che è un metodo molto aggressivo perché raschia via la pelle, da 1 a 2 millimetri di spessore, a seconda della profondità con cui è penetrato il colore, lasciando cicatrici visibili;

- il laser, che distrugge solo le cellule cutanee colorate, non causa ferite e non provoca dolore. Con questo metodo, quindi, non restano cicatrici ma, è bene sapere, che il nuovo strato di pelle potrebbe rimanere di una colorazione diversa;

- la crioterapia che utlizza le basse temperature per “bruciare” il tatuaggio;

- il peeling chimico profondo, con acido tricloroacetico, utilizzato con concentrazioni diverse a seconda della posizione del tatuaggio e del tipo di pelle.

Insomma, che scegliate una rosa, un pugnale, una farfalla o il nome del vostro innamorato, ricordate che un tatuaggio è... per sempre!

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10/10/2011

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